FRIULANO – BUCOVAZ
Il 23 agosto 2006 segnò un cambiamento irreversibile. Da quel giorno, il vino bandiera del Friuli non poté più chiamarsi Tocai, dopo decenni, secoli. Ora si chiama semplicemente Friulano, ma l’uva, imperterrita, continua a chiamarsi Tocai friulano. Questo è un esempio della tenacia dei friulani che, nonostante il cambio di nome, non hanno smesso di produrlo, berlo, amarlo. Lo amano come si ama un figlio che parte per un viaggio e poi resta a vivere lontano da casa.
Nei momenti di nostalgia, il Friulano è il vino da stappare. Presenta un colore giallo carico e pieno, e al naso esprime la sua gioventù con note di mandarino maturo, gesso, sabbia di spiaggia, timo, dragoncello e altre erbe aromatiche. In bocca, la gessosità ritorna, mescolandosi con sapidità, senza tradire la sua morbidezza glicerica abituale. Si fa notare solo per un leggero retrogusto amarognolo.
Dal 23 agosto 2006 il vino bandiera del Friuli non si è potuto più chiamarsi Tocai, dopo decenni, secoli. Ora è diventato semplicemente Friulano ma l’uva, imperterrita, si chiama ancora Tocai friulano. Giallo carico, pieno, al naso esprime la sua gioventù con note di mandarino maturo, gesso, la sabbia della spiaggia ma anche timo, dragoncello, erbe aromatiche. In bocca ritorna quella gessosità che si confonde con sapidità ma non tradisce la sua abituale morbidezza glicerica. Solo leggermente amarognolo. Il suo partner ideale sul tavolo sono i fiori di zucca fritti con ricotta.






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